Revenant Locandina

Eccomi!

Scusate la latitanza, ma il tempo è davvero poco, ho visto un po’ di film, ma mettermi al pc per scrivere sul blog, in modo costante e sistematico, è ancora un po’ un’utopia.

Però, visto che ho dei post arretrati, ora ci provo.

Cominciamo con l’ultimo film, in ordine di tempo, visto, ossia Revenant – Redivivo, l’ultimo film di Alejandro González Iñárritu che sta facendo parlare tutti. Tra l’altro per motivi non proprio legati ai film.

Piccolo avviso, per evitare di continuare a fare copia/incolla, che ha troppi accenti strani e non li so mettere con la tastiera, chiamerò il regista Inarritu. Semplice, proprio come il film.

Siamo quasi a febbraio e la notte degli Oscar si avvicina a grandi passi. C’è chi freme e c’è chi non gliene frega niente. Tra quelli che fremono c’è sicuramente Leonardo Di Caprio. È stato candidato tantissime volte, ma non ne ha mai vinto uno e ci tiene, focca la bindella se ci tiene!

Leonardo ci tiene così tanto che non si sottrae a niente, le sta provando tutte. Ha fatto film dove ha recitato benissimo, tanto da sparire come persona e diventare il personaggio, tipo in The Wolf Of Wall Street, giusto per citare l’ultimo in cui lo meritava, ma evidentemente non è bastato. Quindi, si sarà chiesto, che cosa ci vuole per guadagnare un Oscar?

Le regole per guadagnare un Oscar sono un po’. Tipo non devi essere bello. Se sei bello, anche se reciti bene, non lo prendi, quindi devi diventare brutto. Devi, tipo, ingrassare tantissimo o dimagrire fino quasi alla morte. Devi metterti un naso di gomma, i denti finti storti, raderti la testa male e cose del genere.

Poi devi fare un ruolo sofferto, meglio se interpreti qualche personaggio diversamente abile, ma anche uno che soffre tantissimo durante il film va bene. Però la sofferenza deve essere veramente vera, mica puoi far finta di soffrire, devi romperti qualcosa, girare scene proibitive e cose del genere. Se riesci a morire durante le riprese di una scena, di sicuro passi alla storia e l’Oscar ce l’hai in tasca matematicamente.

Leonardo Di Caprio

Che altro devo fare per vincere l’Oscar?!

Ovviamente devi essere anche in un film che merita di essere considerato per gli oscar, mica in un filmetto del cazzo. Tipo, se sei Christan Bale, dimagrisci 40 chili e arrivi a essere pelle e ossa per un film idiota e inutile come L’Uomo Senza Sonno, l’Oscar non lo vinci, hai solo fatto una cosa che ti ha portato a un passo dalla morte, per un film che non merita nemmeno di essere ricordato… e infatti tutti si ricordano di Bale, ma non del film.

Se invece sei una gnocca come Charlize Theron, metti su qualche chilo e ti metti un naso finto per un film brutto, ma che tratta un tema importante, come Monster, allora l’Oscar lo vinci pure se la tua recitazione si riduce a fare il grugno duro in ogni scena, senza sfumature né caratterizzazione particolare.

Revenant - Oscar

Bastardo! Mi avevi detto che questo si chiamava Oscar!!!

Quindi, Di Caprio, conscio delle regole sottese per vincere l’Oscar, si è buttato anima e corpo in un film che le rispetta tutte. La sua bellezza è abbondantemente mascherata da fango, capelli lunghi, barba incolta e tanto sangue. Il film è tratto da un libro che narra la drammatica storia veramente vera di Hugh Glass, un Bear Grylls ante litteram, ed è stato girato in condizioni proibitive, in loghi del mondo che preferiscono rimanere senza esseri umani. Il regista è uno dei più quotati, grazie anche al successo di Birdman.

Revenant – Redivio è un film scritto, diretto, montato e confezionato a regola d’arte, nel pieno rispetto della natura, degli animali e delle regole per vincere l’Oscar.

Revenant - Teschi

Uhmmm… ‘na pigna de teschi…

Inarritu mette in scena tutta la potenza visiva della sua regia per catturare la profonda ferocia della natura inospitale e dell’uomo che deve sopravvivere a tutti i costi per vendicarsi e ripristinare il suo equilibrio interiore e con l’Universo.

E purtroppo è tutto qui. Nel senso che la sceneggiatura non ha chissà che colpi di scena o che intrecci, la storia di Hugh Glass è semplice e lineare, quello che colpisce veramente del film è l’ambientazione e soprattutto come è stata ripresa. Luce naturale, colorazione virata sui toni del blu per far trasparire tutto il freddo porco bastardo che fa da quelle parti, neve a perdita d’occhio e animali feroci, orsi incazzati e pericolosissimi che ti fanno sperare di cadere in un tritacarne piuttosto che affrontarne uno dal vivo.

Di Caprio è costretto a recitare quasi tutto di fisico, perché, a parte i grugniti di dolore e sofferenza, non ha molte battute. E questa è un po’ una pecca, il suo personaggio non è, e non può, essere approfondito più di tanto. Ha giusto quel po’ di backgrond che serve a motivare le sue azioni, ma poi rimane lì, strisciante e martoriato nell’assurda speranza di sopravvivere e vendicarsi.

Al contrario Tom Hardy si trova tra le mani un gran bel personaggio approfondito e a tutto tondo e lo interpreta molto bene, grazie anche alla sua capacità di diventare quasi primitivo e ignorante.

Revenant - Tom Hardy

Occhi da pazzo! Faccio gli occhi da pazzo, ma in realtà il mio personaggio ci sta con la testa!

In Revenant – Redivivo alla fine c’è una dualità tra “eroe” e “cattivo” in cui il secondo è caratterizzato nei minimi particolari, mentre il primo è un personaggio sui generis che potrebbe essere chiunque. Non sarebbe nemmeno una cosa sbagliata se non fosse che fai un po’ fatica a empatizzare con lui. Lo vedi soffrire, lo vedi masticato da un orso, e non si capisce se sia l’orso in CGI o Di Caprio, lo vedi arrancare sulla neve in fin di vita, mezzo maciullato, ma a ogni cosa che gli succede, invece di soffrire con lui e per lui, ti viene solo da dire: “Ma quanto sei sfigato, figlio mio!

È davvero un peccato, perché Revenant – Redivivo è una vera goduria per gli occhi, ti riempie lo sguardo in modo eccellente, ma rimane una bella confezione di un film un po’ vuoto che racconta una storia come se ne sono viste tante. Esci dalla sala con la sensazione che Inarritu abbia cercato di celebrare più se stesso e le sue trovate registiche e, mamma mia, mentre alcune scene sono davvero incredibili e il film comunque intrattiene, facendoti volare via le due ore e mezzo di durata, si esce dalla sala con una sensazione di inconcludenza, con la classica domanda: “Ok, bello. E quindi?

Revenant - Tom Hardy e Inarritu

Tom, 2 ore e mezza, alla gente verranno due coglioni così…

Forse è stata solo una mia sensazione e altri vedranno nel film molte più cose di quelle che ho visto io, uscendo belli contenti.

Leo Oscar

And the Oscar goes to….

Ora, non c’è che da aspettare la notte degli oscar per vedere se Di Caprio, finalmente, prenderà ‘sta fottutissima statuetta, non che ne abbia davvero bisogno per quanto mi riguarda. Almeno la finiranno di girare su Facebook i meme sulle sue sconfitte. Benchè, secondo me, Tom Hardy è un tantinello più bravo di lui in questo film, colpa del personaggio, come dicevo prima.

Anche se temo che l’Oscar per la migliore scena con un orso, quest’anno andrà a…

Masha e Orso

Yeeee…. però sei stato bravo nel film, Orso!

Masha!

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"