Il primo soggetto de: “La Nota Marrone” (L.N.M.) non poteva che essere lui: Indiana Jones E Il Regno Del Teschio Di Cristallo.

C’è stato un piccolo dibattito su chi avrebbe dovuto rivivere l’orrore e scrivere questo pezzo, purtroppo Capitan Catarro ogni volta che si nomina il film si rannicchia in un angolo, ginocchia strette al petto, pollice in bocca e piange sommessamente tipo vittima di uno stupro di gruppo nel Bronx. Invece Lord Casco dice che questo film non esiste, e se anche esistesse, lui non l’ha mai visto… quindi rimango solo io come (SIGH!) memoria storica del gruppo a far da cicerone nelle nefandezze di ‘sto film.

Tutto cominciò l’anno del signore 2007 quando si diffuse in rete, come il virus dell’ebola, la fantastica notizia che la santa trinità di Indiana Jones, Spielberg, Lucas e Ford, erano finalmente riusciti a raggiungere un accordo e che erano pronti a girare Indy IV a 18 (DICIOTTO, non so se vi rendete conto) anni di distanza dell’ultimo meraviglioso Indy: “Indiana Jones e l’ultima crociata“. ‘Azz 18 (10010 in caso foste degli automi venuti dal futuro) anni sono una bella cifra, dicevano che avevano trovato il McGuffin giusto, che avevano un sceneggiatura a prova di bomba e quelle cose lì dette per scatenare l’hype nei fans… e noi fans ci siamo caduti come delfini nelle reti delle tonnare…

Ad ogni nuova foto, news, trailer e report dal set Cap, Lord ed io scodinzolavamo e ci pisciavamo addosso per l’eccitazione come chihuahua al ritorno del loro padrone… in realtà un brivido freddo ci corse lungo la schiena quando saltò fuori la notizia che Shia LaBeouf avrebbe affiancato Indy nella nuova avventura… ummm… nessuno voleva un altro Short Round caciarone e rompiballe come nel Tempio Maledetto, però… però, Diomio, ci avevano messo 18 anni per decidere di fare il film, ci avranno pensato bene, ci siamo detti, avranno fatto un personaggio indimenticabile, ci siamo ci siamo detti, e invece…
Intanto le riprese andavano avanti, finivano e il film venne finalmente distribuito nelle sale… Cap, Lord e io ci precipitammo a vederlo, resistendo a stento alla tentazione di vestirci come Indy, ancora non ci credevamo che fosse tornato…

Le luci scesero e il dramma cominciò…

Non subito almeno, perché comincia bene con il logo della Paramount che diventa una montagnola, come da tradizione, con una marmotta che fa capolino e poi rientra nella tana… tenete a mente la scena, perché questa è la metafora di tutto film: Spielberg ci aveva avvertiti all’inizio, ma noi ci siamo arrivati solo ai titoli di coda…

Marmotta

Sembro carina, ma vi aspetta un’incul…

Cos’è che effettivamente non funziona nel film?
Probabilmente la mancanza di idee e il non avere una sceneggiatura hanno fatto il loro, aggiungiamo poi che nessuno di quelli coinvolti fosse veramente convinto di quello che faceva abbiamo il colpo di grazia… seconda cosa, nel film, a parte l’assurda sceneggiatura, non c’è niente che valga la pena di essere analizzato. La regia di Spielberg è sul pilota automatico, ormai è talmente abituato a fare ‘sti film che li gira con mezzo cervello legato dietro la schiena: nessun sussulto, tutto prevedibile, confezionato e predigerito… Burp! La fotografia idem, niente di trascendentale, tutto funzionale al minimo sindacale per la messa in scena. Le musiche di John Williams, beh, ci sono, ereditate dai capitoli precedenti, il tema di Indiana Jones ormai lo sanno anche i sassi e, mentre prima emozionava, in questo film compie il suo lavoro solo all’inizio, quando si vede la prima volta l’ombra di Indy che, raccolto il mitico Fedora, lo indossa… quindi, dicevamo, ci rimane solo una sceneggiatura che non sta in piedi, con una serie di scene sbagliate, scritta probabilmente senza pensare, tipo: “Che facciamo ora?”, “Facciamo che succede questo!”, “Fico! Poi?”, Facciamo che succede quest’altro!”, e nulla più… quindi non ci resta che andare ad analizzare le stronz scene clou…

Il film si apre con un convoglio militare U.S.A. che arriva alla famigerata Area 51, dove 5 poveri cristi fanno la guardia… I “militari U.S.A.” del convoglio li falciano a colpi di mitra con una coreografia degna di Yattaman, poi il convoglio entra nell’Area 51 e scopriamo che:

  1. Gli unici militari a protezione della segretisssssima Area 51 erano i 5 imbecilli all’entrata, dentro non c’è più nessuno…
  2. Il convoglio militare in realtà è composto da una trentina di russi del KGB che, in piena Guerra Fredda (è il ’57) e nel maccartismo più sfrenato, sono riusciti a rapire 2 americani in Messico e ad entrare negli States con delle attrezzature militari americane… sarà…
  3. A capo dei Russi c’è Valentina di Crepax, in versione meno espressiva e Sexy, che dice di avere poteri paranormali: prova a leggere la mente di Indy e…”Duottor Juones, lei è difficiuile da leggiuere…”, no, tesoro, sei te che hai gli stessi poteri del Mago Otelma…
  4. La polvere da sparo contiene qualcosa di metallico (?!?!?) che può essere attirato da un magnete che nemmeno lo Swiffer sulla polvere normale…
Crepax vorrebbe avere i diritti... fosse ancora vivo...

Crepax vorrebbe avere i diritti… fosse ancora vivo…

Nel capannone dove veniva chiusa l’Arca dell’Alleanza de “I Predatori”, i russi trovano quello che cercano. Ma cosa sarà mai? Mio nipote di 2 anni non l’aveva capito che era un alieno di Roswell, ma mio nipote non sa nemmeno pronunciare Roswell. A quel punto il Duottor Juones approfitta della distrazione e scazzotta tutti i bamboccioni russi, scappa roccambolescamente, con una spolverata di quel pizzico di ironia che non guasta mai, e finisce su un trenino da 600 km all’ora fermo sotto il famoso capannone che parte verso… il nulla desertico del Nevada. I binari finiscono in mezzo al niente… e già vien da chiedersi a che servisse il trenino.

Stazione del nulla, i signori paseggeri sono pregati di scendere e morire nel deserto...

Stazione del nulla, i signori paseggeri sono pregati di scendere e morire nel deserto…

Valtur

Indy sente in lontananza un conto alla rovescia per sganciare la Bomba, avendo pochissimo tempo si chiude dentro un frigorifero… meno male che, a dispetto dei filmati che giravano in quegli anni, ha avuto un’idea migliore che rannicchiarsi sotto al tavolo con le mani intrecciate dietro la nuca, che morire muori lo stesso, ma almeno quelli che devono raccogliere le ceneri dopo non fanno fatica, sono già ammonticchiate tutte sotto i tavoli. Il “Frigorifero Antiatomico del Dottor Jones” viene sparato dall’esplosione a qualche chilometro di distanza, mentre l’auto dei cattivissimi russi viene investita, pace e amen, due comunisti in meno al mondo, con somma gioia del Berlusca.

Può protegge da un'esplosione atomica, pensate le vostre uova come saranno fresche e al sicuro...

Può protegge da un’esplosione atomica, pensate le vostre uova come saranno fresche e al sicuro…

Saltando avanti di alcune scene e dialoghi, troviamo Indy che mentre si sta per mettere in viaggio verso una nuova università viene prontamente raggiunto da Shia Lebouf vestito come Marlon Brando in “Fronte del Porto”… qui scopriamo che il personaggio di Shia è Spadino, il nipote di Fonzie in Happy Days…

Spadino

Ecco il figlio di Indy: Spadino!

Spadino, tra una pettinata alla Coca Cola e un tentativo di furto di birretta, ragguaglia Indy sulla scomparsa del famosissimissimo Professor Oxley (che abbiamo deciso di chiamare Professor “Fail”, vedremo dopo perché), e che sua mamma, la bella Marion Ravenwood di Predatoriana memoria, vuole che contatti Indiana Jones per ritrovarlo. Ma nel frattempo i Russi li hanno già sgamati e i due nostri eroi fuggono sulla moto di Spadino, dando vita all’unica scena del film degna della saga di Indiana Jones. A sorpresa il film sembra decollare, in alto i calici, Indy è tornato yuhuuuuuuu… e per quasi 20 minuti sembra vero, poi Spielby ci abbatte a spallate.
Indy, grazie al suo Manuale delle Giovani Marmotte, risolve un difficilissimo rebus scritto in un dialetto Maya scomparso da circa 4000 anni, o giù di lì, inserito nella lettera di Marion e parte alla ricerca del Professor “Fail” che pare sia tenuto in un sanatorio in Perù perché è impazzito.

Veloce viaggio in aereo con immancabile linea rossa sulla mappa a indicare il tragitto e siamo in Perù. Spadino racconta un po’ la sua storia ponendo l’accento sul fatto che a scuola era bravo in scherma, facendoci presumere che più tardi farà a spadate con la Valentina di Crepax.

Indy e Spadino arrivano al nosocomio e vengono accompagnati da una suora nella cella vuota del Prof. “Fail”. Vuota perché è stato prelevato da degli uomini, ma ha lasciato dei disegni nella cella… con il suo Black and Decker, “Fail”, ha inciso ogni muro e pavimento della cella con un altro rebus in Mayese antico, che Indy, grazie alla pagina del Manuale delle Giovani Marmotte mandato a memoria prima del viaggio, decifra scoprendo dove cercare…mentre Spadino, che fuori è un duro cotonato, ma dentro ha un anima morbida come le Morositas, piange per la sorte del Professor “Fail”.

Leggeri leggeri, quasi non si leggono...

Leggeri leggeri, quasi non si leggono…

Le indicazioni di “Fail” conducono i 2 ad un cimitero antico abbandonato e protetto da una guardia Indio dai poteri soprannaturali che pratica le arti marziali cinesi. Guardiano che muore come uno stronzo quando Indy spunta all’improvviso e gli soffia nell’uscita della cerbottana d’ordinanza a tutte le guardie mistiche Indio, facendogli finire il dardo avvelenato in gola. E vabbè, mi ci ero affezionato.

"Ffffffffffff".... "AAAARGH!!!!"... e morì senza un fiato... come uno stronzo!

“Ffffffffffff”…. “AAAARGH!!!!”… e morì senza un fiato… come uno stronzo!

Dopo l’ennesima figura dimmerda/siparietto comico di Spadino che cade da una scala a pioli marcia, mentre Indy scende tranquillo le scale in pietra accanto, si trovano di fronte ad un enigma: come accedere alla camera segreta del cimitero? Ma basta risolvere i soliti 2 enigmi necessari per aprire la porta della camera mortuaria segreta (sigillarla no? Devono sempre usare sistemi di aperture a trabocchetto per evitare che qualcuno ci entri… e puntualmente qualcuno li risolve ed entra..) dove sono conservate le mummie degli spagnoli morti nella ricerca di El Dorado!
Entrati nella camera Spadino fa sfoggio del suo acume, che C.S.I. e Grissom gli fanno una pippa, notando che ci sono 2 serie di impronte della stessa persona come se fosse tornata 2 volte nella stanza… però non nota che c’è una delle mummie aperte… e vabbè non è che può notare tutto lui…
Ma andiamo avanti, e dopo aver aperto una mummia a caso e aver fatto la figura dell’accattone, Indy esamina la mummia già aperta e trova uno dei famosissimi “Teschi di Cristallo” del titolo del film, così magnetico che attira tutto, anche l’oro!!! (ovviamente a seconda di cosa serva nel film perché a volte non attiva una bella cippa di niente), proprio come quello dell’Area 51 all’inizio… quindi i russi cercavano gli alieni… ma và?

Teschio Con Moneta

“Guarda Spadino, un teschio salvadanaio con le monetine appiccicate fuori!”

Ovviamente fuori dal cimitero i russi, che aspettavano proprio che Indy trovasse il teschio e l’hanno seguito con il GPS, li catturano e li portano  al loro accampamento in mezzo alla giungla, dove il Professor “Fail” dimostra quanto è rintronato…

Fail

“Mr Hurt, faccia lo scemo, un po’ di più… perfetto! Ora la sua carriera è sputtanata!”

Valentina di Crepax mette il teschio davanti a Indy per farlo ipnotizzare… e in questa scena credo che nemmeno Harrison Ford ci credesse tantissimo, infatti ha un’espressione da: “Ma che cazzo sto facendo?!” invece di: “Oddio! Comunico mentalmente con un teschio alieno!”.

Machecazz

“Ma che cazzo stiamo facendo?…”

Occhi

“Ecco, a fissare quel cazz’ di teschio mi si son sminkiati gli occhi… ma porca putt…”

Valentina lo mette anche al corrente che la “cosa” recuperata all’inizio del film nell’Area 51 era nientepopodimenoché il corpo di uno degli alieni di Roswell che sono tipo cugini di 4° grado degli alieni dei teschi… TADA-DA-DAAAAAA!!!!In quel momento notai due giovani in 3^ fila laterale che, avendo limonato per tutto il film, non ci erano arrivati, divertitendosi però molto più di noi che il film lo seguivamo sul serio.

Dramatic-chipmunk

OMG!!!! Cercavano gli Alieni!

In ogni caso io, non avendo limonato durante il film, continuerò a parlarvi di questo. Si apprende che i russi hanno rapito Marion, mamma di Spadino, e primo, vero e unico, amore di Indy, che in 27 lunghi anni (i Predatori è del 1981, il Teschio di cristallo è del 2008), è invecchiata e si è scofanata, ma come dice un proverbio cinese: “Se c’è l’amore anche le cicatrici del vaiolo sembrano fossette”.

Marion-2

“Marion, non sei… ehmmm.. cambiata per niente!”

Indy quindi è costretto a ottenere dal Professor “Fail” le informazioni che Valentina vuole… sotto forma di rebus egizio stavolta.

Rebus

“Uè, “Fail”, ma sai scrivere o fai solo disegnini te?!”

Spadino scatena un jubilè che la metà basta e Indy, “Fail”, Marion e lo stesso Spadino scappano nella giungla ma, come in ogni puntata di Sooby Doo che si rispetti, ci sono in agguato le sabbie mobili…

Sabbie Mobili

Ci fossero finiti dentro pure Spielberg e Lucas, ora non mi troverei qui a scrivere e vorrei ancora bene a Indiana Jones…

Qui comincia la seconda scena cialtrona che, per idiozia, fa a gara con “Il Frigorifero Antiatomico del Dottor Jones”, ossia quella de “Il Serpente di Gomma del Dottor Jones”… se fino ad ora avevamo ancora il dubbio, ora c’è la certezza che l’aiuto regista di Spielberg è Ezio Greggio!
Indy e Marion stanno sprofondando, Spadino si tuffa nella vegetazione per cercare qualcosa per tirarli fuori, Indy chiede al sempre rincoglionito “Fail” di cercare aiuto (?!?!?!? e chi dovrebbe trovare nella giungla peruviana di notte ‘sto qua?). Rimasti soli Marion confessa a Indy che Spadino in realtà è suo figlio… Indy alla notizia vuole lasciarsi morire nelle sabbie mobili, ma la forza della vita, come cantava Vallesi, è più forte di tutto, e quando Spadino torna con in mano un’anaconda (true story bro!) parte un siparietto comico degno dei miglior De Sica-Boldi in “Vacanze di Natale nella Giungla Peruviana”. Marion senza pensarci 2 volte afferra il serpente di gomma e viene tirata fuori, Indy non vuole toccare il serpente e Spadino insiste: “Afferra il Serpente!”, Indy: “Ma non puoi chiamarlo cima?!”, Spadino: “Afferra la cima!”, Boldi: “Atata-ta-ta… Besssssssstia che schifo!”… ehmm, no in effetti Boldi non c’era, ma il resto è vero… Indy viene tirato fuori, Spadino piega in 2 il serpente di gomma e lo lancia nella vegetazione alle sue spalle; il serpente, essendo effettivamente di gomma, si accascia tra le foglie, e “Fail” torna con i russi che li cercavano… in effetti chi altri avrebbe potuto trovare nella giungla peruviana alle 4 del mattino ‘sto qui?!

SerpentediGomma

No comment…

Per ora esausto mi fermo qui, il meglio, ossia l’assurda parte finale, la teniamo per il post conclusivo… che già è stata una sofferenza ripercorrere sta cagata fino a ‘sto punto. Datemi il tempo per prendere un paio di antidepressivi e re-immergermi nello stupro di Indiana Jones…

 

 

Post seguente:

L.N.M. presents: Indiana Jones E Il Regno Del Teschio Di Cristallo – Parte II

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"