Settimana scorsa è uscito Iron Man 3 in Europa. Se non vivete sulle montagne o chiusi dentro una cassaforte in fondo al mare, penso che lo sappiate già.

In Italia il film ha incassato poco meno di 10 milioni di euro, in 5 giorni, critiche positive, critiche negative e vaffa un po’ da tutte le parti.

Tutto è capibile e spiegabile, vaffa compresi. A me è piaciuto, come avete potuto leggere nelle mie opinioni, ma capisco benissimo a chi sto film non è piaciuto, ha storto il naso, ha bruciato il cinema dove è andato a vederlo.

Oggi volevo fare una mia analisi sul film. Vi avverto sono opinioni personali, siccome sono uno che di base non capisce una cazzo, le mie osservazioni hanno la stessa finezza di un macellaio che disossa grossolanamente un quarto di bue, quindi non aspettatevi chissà che arguzia.
A tal proposito vi informo che il seguente post è infarcito di spoiler, come se non ci fosse un domani, quindi se per caso non avete visto il film evitate di leggerlo.

Per tutti gli altri, sedetevi comodi che è lunghetto.

Per parlare di Iron Man 3 vorrei cominciare dal battage pubblicitario che ha subito. La sua campagna pubblicitaria è stata abbastanza fuorviante. Vedendo i vari trailer si poteva supporre fosse un film drammatico, tipo i Batman di Nolan, si pensava alla saga de La Guerra Delle Armature, visto il numero di armature presentate, oppure ad un Tony Stark rinnegato, inseguito da Iron Patriot. Invece il film è l’esatto contrario di un film drammatico dai toni cupi e oscuri.
Già qui si aprono due strade di interpretazione.
Si potrebbe pensare che ci sia la malafede dei produttori che, per paura che un film brillante sui supereroi non lo avrebbe voluto vedere nessuno, hanno puntato sui toni cupi e drammatici pensandoli più graditi da pubblico e fans del fumetto. A tal proposito c’è da dire che nel fumetto, Tony Stark, ha attraversato periodi piuttosto bui, come la famigerata saga del Demone Nella Bottiglia, quindi un bel drammone poteva benissimo starci.
Oppure si potrebbe pensare che tutto il marketing è stato fatto per preservare la sorpresa allo spettatore, ti aspetti una cosa et voilà, ce n’è un’altra, totalmente diversa, guarda e stupisci.
Io sono uno di quelli che non crede poi molto alla buonafede delle case di produzione, loro devono fare i soldi attirando gente al cinema e ogni mezzo è lecito. Voi fatevi pure l’idea che preferite, trovando magari altre motivazioni.

Ma perché ho cominciato parlando del marketing di Iron Man 3?

Perché il film è strutturato allo stesso modo, porta a pensare una cosa e poi sovverte tutto con un colpo di scena sul villain principale, ma a questo arriviamo dopo.

Prima devo parlare un attimo di quello che è successo al film. , dopo il mezzo fiasco di Iron Man 2 e il fiasco completo di Cowboy Contro Alieni, ha avuto da ridire con la produzione proprio durante la preproduzione del terzo Iron Man, quando ormai era tutto pronto, e gli è stato detto: “Grazie mille per tutto, se vuoi fai Happy Hogan per 5 minuti, ma stai lontano dalla macchina da presa“.
A sostituirlo è stato chiamato, come ormai si sa, . Perché proprio lui con tutta la pletora di registi con curriculum più lunghi a disposizione? Probabilmente perché il vecchio Shane è rimasto amicissimo con Robert Downey Jr. dopo che l’ha chiamato come protagonista nel suo film Kiss Kiss Bang Bang, quando il povero Robert non se lo cagava nessuno nemmeno di striscio.
Shane così si è trovato catapultato sul set a dirigere un film con una sceneggiatura, scritta da , già pronta a cui mettere mano. Le mani sulla sceneggiatura Shane Balck le ha messe in modo molto pesante e, se si conosce un po’ il suo cinema, la sua impronta si vede di brutto. Ci sono i suoi dialoghi brillanti, ci sono gli scambi di battute tra il protagonista e la spalla (le spalle), ci sono le caratterizzazioni nette dei personaggi, c’è il Natale, c’è il bambino che salva la situazione, c’è la voce narrante fuori campo, ci sono i flashback veloci. Insomma c’è Shane Black.

Il risultato è, per quanto mi riguarda, una bomba. Una bomba con i suoi difetti e il rischio che scoppi in faccia, ma comunque una bomba.

Innanzitutto Iron Man 3 è la dimostrazione che i cinefumettoni possono essere quel cazzo che vogliono.
Possono essere film di fantascienza? Sì.
Possono essere film epici? Sì.
Possono essere film drammatici e introspettivi? Sì.
Possono essere film noir? Sì.
Possono essere film action-commedy? Sì.
Possono essere…. completate a vostro piacimento.
I cinefumetti sono uno scatolone che si può riempire con quello che si vuole. Soprattutto possono essere film con una loro dignità, film completi, meritevoli di attenzione al pari di molte altre produzioni considerate “più serie”. Non è perché c’è un tizio che gira vestito in modo sgargiante hanno meno valore che film dove si passano due ore a farsi pippe mentali e a piangere. È che la critica ha sempre un po’ quest’arroganza e questa supponenza nel ritenere determinati generi come minori (gli action, gli horror, le commedie, ecc… ecc…), quando in realtà non hanno a che invidiare al resto.

Ma veniamo al film vero e proprio.

Molti non hanno digerito tutta la parte dell’orfanello con lo sparapatate. Alcuni l’hanno definita stucchevole, disneyana, spielberghiana e tutti gli “ana” che volte metterci.
A me sembra che il bambino del film non sia proprio lo stereotipo di un certo tipo di film. Certo all’apparenza quello può sembrare, ma se andiamo a vedere bene alla fine non fa niente se non quello che gli dice Tony di fare, non è un genio e non è saccente come di solito sono questi bambini. Ok, non ha il padre, ma lo dice scherzandoci sopra e strumentalizza la situazione per sfruttare Stark che, a sua volta, lo sfotte e non sta al gioco. Non mi sembra molto disneyano o spielberghiano come concetto e come personaggio.
Io personalmente ho apprezzato quel momento: Tony deve fare un percorso per tornare alle radici di quello che è e, cinematograficamente parlando, ha bisogno di una spalla per farlo, non è che può parlare da solo o fare un viaggio psichedelico dentro se stesso. Potevano metterci la povera figona di turno, il barbone che lo aiuta o, appunto, un bambino che, con il tipico essere rompicoglioni dei bambini, lo facesse arrivare a ragionare e a sviscerare le sue fobie e le sue paranoie.
Il bambino funziona e, tra l’altro, è meno odioso della media dei bambini al cinema. Una volta tanto c’è da apprezzare lo sforzo che è stato fatto per far risultare simpatico un minore in un film.

Per tutto il tempo prima dell’uscita si è martellato parecchio sul fatto che il Mandarino, fosse il cattivo del film. I fan chiedevano Il Mandarino fin dall’annuncio del primo Iron Man e ora l’hanno ottenuto.
Però al momento del colpo di scena, in cui si scopre che il Mandarino è solo una copertura, ho sentito chiaramente una vibrazione nella Forza causata dalle migliaia di cuori dei fans andati in frantumi.
Ci sta che a qualcuno questa mossa non sia piaciuta, a me invece è piaciuta molto.
Mi è piaciuta perché è un po’ la rappresentazione di quello che succede oggi, nel mondo post 11 Settembre, in cui i media costruiscono e demonizzano vari personaggi “pericolosi” quanto misteriosi. La somiglianza tra il Mandarino e Osama Bin Laden è troppa per poterla ignorare.
Non fraintendetemi, non sto politicizzando il film, sto dicendo che la farsa del Mandarino potrebbe essere una critica alla costruzione mediatica dei pericoli che incombono sull’America… fermo restando quanto agli americani piace sentirsi vittime e in diritto di esportare il loro modo di vedere e la loro democrazia in tutto il mondo con i carri armati. Ma questo è un discorso molto ampio che non sono in grado di fare e che c’entra poco con quello di cui sto parlando.
Rimane però la strumentalizzazione che viene fatta del Mandarino, poi rivelatosi un bluff, su cui i media si buttano a pesce nel film e in cui anche Tony casca con tutte le scarpe.

Ma veniamo alle cose che non mi sono piaciute molto, non tanto da non farmi piacere il film, ma che con pochi accorgimenti potevano essere risolte un pochino meglio.

La prima riguarda il secondo nemico di Tony Stark: Aldrich Killian, interpretato da , personaggio su cui non si è messo per niente l’accento nei mesi prima dell’uscita del film, eppure è il vero villain. Altra cosa che indica quanto puntassero a sorprendere lo spettatore.
Ora sono tutti impegnati a disquisire sul tradimento della figura del Mandarino, ma pochi si sono accorti che Killian è una delle falle del film. Il motivo per cui fa tutto rimane oscuro, o almeno, poco chiaro. Lo fa per vendetta verso Tony perché l’ha lasciato ore sul tetto ad aspettarlo? Sì.
Lo fa perché vuole finalmente bombarsi Pepper Potts? Anche.
Mette in piedi la storia del Mandarino per mascherare la gente che scoppia? Sì, fa anche quello.
Lo fa per soldi? Sicuramente, alla fine del film fa tutto un discorso su domanda e offerta un po’ confuso che dovrebbe essere la vera motivazione, ma, come ho detto, di motivi ne dà diversi per tutta la storia.
Quindi alla fine perché lo fa? Sinceramente non lo so, non ho capito molto bene le sue vere motivazioni, c’entrebbe pure Extremis e come viene usato, ma funziona in modo un po’ strano.
Extremis guarisce le persone affette da mancanza di arti e ricostruisce pure i pantaloni danneggiati insieme ai piedi mancanti e fino a qui credo che dubbi non ci siano.
Alcuni sfigati, però, li fa deflagrare. Altri soggetti, probabilmente i più affini ad Extremis, acquisiscono dei poteri tipo avere la mani di fuoco, i vestiti ignifughi, diventare fortissimi, rigenerare ferite di varia natura, sputare fuoco come i draghi e probabilmente cagare saette.

Quindi Extremis, in sostanza, ha il potere di fare un po’ tutto quello che c’è bisogno per mandare avanti il film: funziona per dare un villain difficile da battere e su cui far sudare Stark e dare a noi un finale degno di un film di supereroi, che vedere Tony in armatura che pesta un cristiano qualsiasi non è proprio emozionante o edificante. Vederlo che pesta uno difficile da uccidere e bastardissimo invece sì.
Extremis funziona anche per chiudere la parabola sull’armatura: è uno strumento per esternare Iron Man, non Iron Man stesso. Iron Man è Tony Stark, lo ribadisce alla fine del film, come succede nel primo. Quindi per il 90% film vediamo Iron Man senza armatura e occasionalmente in tenuta ufficiale.
Tutta questa cosa mi è piaciuta molto. È più o meno quello che succede anche nel terzo Batman, ma questa volta non si sente la mancanza del supereroe su schermo, come succede in quel caso, questa volta è appagante anche vedere l’uomo sotto la divisa, vuoi perché Robert Downey Jr. è divertente e carismatico, vuoi perché il film è leggero, invece che pesante come Batman, e a mio avviso funziona meglio.

Altra nota dolente è Jarvis. Mentre negli altri film era un software intelligente che elaborava cose e suggeriva strategie a Tony sia dentro casa, che dentro l’armatura, in questo film sembra un’entità astratta che vive non si sa dove, anche se Tony potrebbe avere dei server nelle viscere della terra insieme alle 200 armature che richiama alla fine. Jarvis, un po’ come Extremis, va e viene a seconda delle esigenze di copione. Ad un tratto sembra stupido e porta Tony nel Tennessee perché era l’ultima rotta impostata, poi interagisce in modo senziente, come ha fatto negli altri film, alla fine, da stupido e ottuso software, attacca Pepper perché è l’ultimo comando ricevuto.
In Italiano mi pare che gli abbiano pure cambiato doppiatore, ma non vorrei sbagliarmi.

Per concludere vorrei spendere due parole su Iron Patriot, che nei fumetti è una cosa, nel film tutt’altra.
Nel film è semplicemente War Machine colorato da Capitan America perché in mano all’esercito. Nei fumetti invece è Norman Osborn, l’arcinemico di Spider-Man, che, divenuto capo dello S.H.I.E.L.D., mette su una sua versione distorta dei Vendicatori, i Vendicatori Oscuri, e dà la caccia ai vari supereroi che lo ostacolano, con scuse più o meno banali e pretestuose, tra cui Tony Stark che, costretto ad abbandonare tutto, si ritrova fuggitivo e costretto a contare solo sulle sue forze. Per questo credevo che il film avrebbe seguito una linea simile, anche se non poteva esserci Osborn, con Iron Patriot costretto dal governo a inseguire Tony per catturarlo per qualche motivo politico, tipo il processo sulla proprietà dell’armatura che si vede all’inizio di Iron Man 2.
Invece nel film Iron Patriot è una figura un po’ fine a se stessa, che ha confuso più di qualcuno.
Ma non è questo che mi ha dato fastidio, è stato il fatto che chiunque metta mano su un’armatura di tale potenza possa usarla come gli pare e piace. Possibile che non abbia un sistema di sicurezza o che non sia legata solo a James Rhodes? Possibile che Killian riesca ad hackerarla in 5 minuti e programmarla a suo piacimento?
Altra leggerezza di sceneggiatura che mi ha fatto storcere un po’ il naso.

Aggiungo un pezzettino a questo post perché in tanti mi hanno fatto notare che non ho parlato della scena post credit del film… me ne sono dimenticato. Davvero.
Nel senso che la scena è divertente, scopriamo che la storia del film, con la voce fuori campo, non è raccontata a noi, ma a Bruce Banner, al quale evidentemente non frega niente di stare a sentire Tony e si addormenta. Risate.
Ma tutti ci aspettavamo sicuramente di più. Nel primo Iron Man c’era Nick Fury che sganciava la bomba Vendicatori. Negli altri film c’erano rifrimenti a Thor, Hulk e cose varie, si vociferava di un aggancio con il futuro Ant-Man, o con I Guardiani Della Galassia, Stark che partiva per lo spazio, invece non c’è quasi alcun legame con la Fase 2, tranne quello con Banner, per dire che evidentemente saranno entrambi in Avengers 2 e che il loro rapporto continua oltre quello che vediamo.
È in linea con il film, ma non sembra in linea con il percorso che dovrebbe avere il film.
Piccola cosa che rende il film ancora di più un “finale di saga” piuttosto che l’inizio di una nuova fase.

Mi sono accorto di aver scritto un post bello lungo e, fondamentalmente, inutile.
Il film, come dicevo, mi è piaciuto davvero molto e me lo rivedrei anche subito. Ha i suoi bei difetti, mancano gli AC/DC nella colonna sonora, e ha delle belle cagate, ma nel complesso mi ha soddisfatto. È leggero, divertente, intrattiene bene e ha della bella azione, pecca in epica, ma quello chissenefrega, non è necessario e non mi è mancato.
Ha un po’ di frecciatine, vere o presunte, alla situazione del governo americano soggiogato dalle lobby, rappresentato dal vicepresidente, e sul fatto che il presidente può essere un bastardo, ma è comunque un simbolo da salvaguardare, come dice Rhodes quando lo salva alla fine, ma anche questo va a interpretazione di chi lo vede.
Mi ritengo abbastanza soddisfatto e ora son curioso di vedere il seguito di Thor per vedere dove vanno a parare.

Voi che ne pensate?

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"