Il mio amico Ultimate Jar-Jar Binks è un bastardo.

È un bastardo perché ha un’aria flemmatica e tranquilla, ma è un fine analista e osservatore di tutto ciò che lo circonda, nonché del nerdoverso e quando poi apre bocca per dire qualcosa, a me si apre un mondo di cose che non avevo notato.

Così una sera stiamo andando a bere una birra e mi fa: “Per il tuo blog dovresti scrivere qualcosa su Tomb Raider, il film con la Jolie.

Io: “E perché mai?

Lui: “Perché ho notato ‘questa cosa’… facci caso.

Ho fatto mente locale ed era vero. In realtà inconsciamente l’avevo notato pure io, perché quando penso a quel film mi viene in mente una cosa sola. Ma non avevo elaborato quella intuizione a livello conscio, mentre Ultimate Jar-Jar Binks sì e per colpa sua mi son dovuto rivedere tutto il primo Tomb Raider per scrivere questo post, fare gli screens e condividere con voi il modo in cui Tomb Raider e il suo regista hanno tentato di ridefinire il cinema americano come lo conosciamo.
Quindi anche per voi Ultimate Jar-Jar Binks sarà un bastardo.

Tomb Raider uscì nel 1996 ed è inutile negarlo, ha cambiato la storia dei videogame. Prima di tutto perché fu il primo gioco in cui ci si muoveva in un ambiente completamente tridimensionale, secondo era decisamente spettacolare ed emozionante e terzo, ma forse è il primo motivo, la protagonista assoluta era una donna dalle enormi tette dall’enorme carisma che affascinò chiunque.

Sì, beh, ai tempi bisognava lavorare ancora molto di fantasia, ma vi assicuro che era la donna più bella mai vista in un videogioco.

Ben presto Lara Croft divenne uno dei personaggi più famosi in assoluto, anche al di fuori del mondo videoludico. Produssero una marea di seguiti, uno peggio dell’altro, inflazionarono così tanto il personaggio che alla fine non gliene fregò più niente a nessuno.

L’anno prossimo, nel 2013, uscirà un nuovo Tomb Raider, un reboot della serie, con una giovane Lara alla sua prima esperienza da avventuriera, ma non è del videogioco che volevo parlare oggi, bensì del primo film con protagonista Angelina Jolie.

Nel 2000, la Sony, decise di produrre un film ispirato a Tomb Raider con protagonista Lara Croft. Il loro scopo era palese: sfruttare il personaggio e raccattare un sacco di soldi dai nerd che non vedevano l’ora di assistere alle prodezze della loro eroina preferita in carne ed ossa. Oltre a quello di pubblicizzare i cellulari, i Vaio e gli auricolari blu tooth figosi con la lucina blu vicino al microfono.

Il ruolo di protagonista fu affidato ad una ancora bellissima Angelina Jolie, benché le mancassero i fianchi e fosse dritta come una Brooklyn, la gomma del ponte.

Più o meno la forma della Jolie, vista da dietro, è questa

In ogni caso la Sony non voleva rischiare, così non investì molto nel film. Per la sceneggiatura si affidò ad un bambino di 7 anni con un grave disturbo dell’attenzione, mentre per la regia chiamò il grande Simon West, il vero protagonista di questo post.

Simon, fino ad allora, era salito alla ribalta delle cronache per aver diretto: “La Figlia Del Generale“, un intero film sul fatto che il protagonista fosse un ermafrodito, letteralmente, ma che si scopriva solo alla fine come colpo di scena… o meglio, il film divenne famoso per questo. Invece Simon West non se lo cagò quasi nessuno.

Quindi, quando la Sony scelse Simon West per dirigere Tomb Raider, lui tornò a cosa euforico, era il suo momento di dimostrare a tutti che non era solo un mestierante cinematografico. Salì sul tetto e urlò al mondo: ” ‘Fanculo a John Ford, al “piano americano”, alle inquadrature dell’orizzonte e alle regole del cinema americano classico. ‘Fanculo a Spielberg e al suo modo perfetto di fare film d’azione. ‘Fanculo a Hitchcock e alla sua suspance…” e, mandando a quel paese questo e quell’altro, si preparò a dirigere il film… una volta che i pompieri riuscirono a tirarlo giù dal tetto, visto che da solo non ci riusciva.

Simon, bullandosi bellamente di 100 anni e passa di storia del cinema, si buttò anima e corpo nella realizzazione di Tomb Raider, decidendo che a lui non interessava un fico secco di quanto la Jolie fosse brava ed espressiva, di quanto si fosse allenata e di tutto il resto, il suo film sarebbe ruotato intorno ad una unica cosa soltanto:

LE TETTE!

Si parte subito bene con un vedo non vedo che ha causato non poche epistassi durante la prima.

Scena commovente sulla tomba del padre e inquadratura della scollatura, per tenerla nel fotogramma le taglia la parte superiore della testa

In pigiama, ovviamente aperto sul davanti per mostrare le doti recitative di Angelina.

Ulteriore passo avanti: tuffo in pigiama di seta ad accompagnare le forme… superiori.

Maglietta attillata inquadrata da sotto.

Maglietta attillata inquadrata da lontano, che con la giusta fotografia sembra tutto più grande.

In tenuta da Bonza di profilo, che non guasta mai.

Secondo taglio della parte superiore della testa, le tette devono restare sempre al centro dell’inquadratura.

Tenuta polare. Notare che sono tutti imbacuccati per via del freddo estremo, le bocce della Jolie invece sono antigelo.

In questa scena è contenuta tutta l’arte di Simon West: addirittura la faccia della Jolie non serve a niente, le tette devono essere in primo piano e ben illuminate da una lampada alogena.

Poteva Simon, conoscendolo, farci mancare un “Miss Maglietta Bagnata” prima dello scontro finale?

Ed eccola alla fine del film, mentre scende imperiosa le scale, petto in fuori, inquadrato leggermente da sotto, che chissà ci perdiamo qualcosa.

Nonostante, poi, le tette siano pure finte gonfiate artificialmente dai maghi degli effetti speciali, questo è tutto il film di Tomb Raider. Ovviamente vedendolo c’è altro, ma non potevo prendere ogni singolo fotogramma, quindi accontentatevi per il momento. Se volete di più, rivedetevi il film, ci sono anche un paio di scene di corsa che, ovviamente, in fermo immagine non rendono come in movimento… e che movimento.

Il film purtroppo non ebbe tutto il successo sperato. Simon West e il suo Piano Tette non furono capiti e il sequel venne affidato ad un altro genio del cinema. Il sogno di Simon di stravolgere e ricodificare il cinema americano fallì miseramente e tornò a girare film e telefilm per la Tv. Tra cui uno dei più grossi insuccessi dell’anno scorso, capace di unire pubblico e critica in un’unica, poderosa, pernacchia: “The Cape“.

Oggi West è impegnato nella post produzione de “I Mercenari 2” quello che racchiude Sylvester Stallone, Jason Statham, Dolph Lundgren, Terry Crews, Jet Li, John Travolta, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Chuck Norris, Jean-Claude Van Damme, Liam Hemsworth e qualcun altro che ora non mi sovviene, in un’apoteosi di tamarraggine che potrebbe far perdere i sensi anche a Corona… l’unico mio dubbio è su cosa si concentrerà stavolta, se sui bicipiti di Stallone o le chiappe di Statham…

 

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"