yoshi betrayted

Qualche settimana fa, per la serie Capolavori che non sono capolavori, vi ho parlato di The Witcher 2; nei commenti è emersa una discussione sul valore emotivo della trama e il nostro MrChreddy ha tirato fuori dal cilindro Read Dead Redemption come esempio di narrazione non estremamente complessa ma capace di coinvolgere il giocatore fino alle ossa.

[Mi scuso con tutti per gli eventuali spoiler che seguiranno ma se state leggendo un post che si intitola “Le 5 morti fucking epic in videogames” penso che abbiate dato per scontato che sia pieno di schockanti rivelazioni sulla trama di almeno cinque giochi!]

Quella discussione mi ha fatto pensare che sono veramente tanti i giochi in cui personaggi chiave della trama muoiono drammaticamente, spesso in modo abbastanza cruento (anzi di solito più sono importanti più muoio dannatamente male) e da qui è emerso il mio desiderio di condividere con voi quali, secondo me, sono le morti più epiche. Qui non si tratta però di trovare i decessi più assurdi e spettacolari, ma quelli che ti hanno spaccato il cuore fino a farlo sanguinare. Io, come voi ben sapete, non sono molto brava con le classifiche, quindi mi lancerò nel folle tentativo di scremare tutti i momenti heartbreaker del panorama videoludico per identificare i 5 che più di tutti mi hanno colpito.

Mary – Silent Hill 2

Mary è la dolce e malata moglie di James Sunderland, protagonista del secondo capitolo di Silent Hill. La sua presenza in questa top 5 vi suonerà strana dato che il giocatore sa fin dalle prime tre inquadrature che Mary è morta; c’è chi nel gioco è convinto che lo sia da tempo altri da pochi giorni, sta di fatto che Mary è già morta.
Anche io mi sorprenderei di ricevere una lettera da un defunto e quindi, comprensibilmente (dite?), quando James riceve una missiva di questo tipo si reca immediatamente nel ridente borgo satanico di Silent Hill come richiesto dalla dipartita moglie. Questa scelta lo condurrà in un viaggio dentro quell’inferno che è la sua anima alla scoperta di cosa è veramente successo a Mary.

Ecco il ritratto di una coppia felice

Ecco il ritratto di una coppia felice

Di tutti i capitoli del brand, Silent Hill 2 è sicuramente quello meglio riuscito, sia sul piano delle trama, coinvolgente e stuzzicante quanto basta, sia dal punto di vista dell’atmosfera.
Chi ci ha giocato ne ama ogni singolo momento, ma chi non lo ha mai fatto ricorderà comunque Pyramid Head, uno tra i più iconici, inquietanti e allo stesso tempo stupidi e inefficaci boss di un videogame. Io personalmente per tutto il gioco sono scappata a gambe levate ogni volta che lo incontravo. Vero è che, a un certo punto, poi avrei dovuto cominciare a chiedermi come mai riuscisse ad uccidere Maria (altro personaggio del gioco) così tante volte (sì almeno 3/4) e con così tanta facilità, mentre a me, oltre che inseguirmi non aveva mai fatto nulla. Sì vabbè, avrei pure dovuto notare la strana affinità nominale tra le due, ma il gioco era stato fatto dai giappo, che cacchio ne sanno quelli dei nomi europei? Voglio dire, in Dino Crisis la protagonista si chiama Regina

Pyramid Heads kill Maria

Uno stakanovista questo Pyramid Head, si fa addirittura in due per uccidere quella povera sfigata di Maria

Oggi mi sento ampiamente giustificata dai miei 14 anni e dal cagotto che mi causava questo gioco, ma probabilmente ora, da giocatrice di survival horror navigata, l’avrei trovato strano…
Tornando a alla tragica quanto oscura morte di Mary, tutta la trama è costellata di indizi, personaggi e ricordi che conducono il povero James al meraviglioso e per nulla sinistro albergo che affaccia sul tranquillo Lago Toluca. Nella stanza che loro erano soliti prendere per le vacanze (beh, tutti andrebbero in vacanza a Silent Hill) James trova una VHS, la inserisce nel registratore e scopre la verità.

Ogni singola scelta registica di questa scena è perfetta e io, a distanza di anni, ancora rimango con due occhi sgranati così quando la vedo. So esattamente che Mary è morta e so anche come è morta, ma se guardandola ancora oggi mi emoziono come se fosse la prima volta, beh, tutto questo è dannatamente epico. la VHS di The Ring gli fa’ na pippa a quella di Silent Hill.

Aerith – Final Fantasy VII

Questa morte ha sconvolto e turbato le menti di centinaia di migliaia di ragazzini. Final Fantasy VII per molti di noi è stato primo RPG orientale, nonché il primo Final Fantasy a sbarcare in occidente. Per me, ma credo anche per molti altri, giocare un gioco di ruolo significava aspettarsi un ambientazione alla D&D, con maghi col cappuccio a punta, signorine (s)vestite con equivoci abbigliamenti da guerra, cavalieri muscolosi in scintillanti armature ed elfi arcieri (che quelli non possono mancare). Poi un giorno arriva la Square e ti dice che la magia non esiste solo nel Signore degli Anelli, ma pure in un futuro distopico post apocalittico cyberpunk: accendi la tua Pleistescion e scopri Midgar.

Spostati Cloud che mi oscuri la visuale

Spostati Cloud che mi oscuri la visuale

La tua vita sociale è finita, Final Fantasy VII ti ha conquistato e non ti darai pace fino a quando quel narcisista di Sephiroth non avrà avuto quello che merita. Si ok, ti affezioni anche al protagonista, Cloud Strife, un ragazzino super soldato e blablabla. Io personalmente ero tanto affascinata dalla storia e dai personaggi che per capirci qualcosa mi sono messa sotto e ho imparato l’inglese. Oggi non so quanti ragazzini lo farebbero, ma all’epoca, senza traduzioni, se volevi capire almeno 1/3 dei dialoghi, l’inglese lo dovevi parlare bene. Qui parliamo di testi scritti da Square, non da un John Carmack a caso.

Confessatelo, lui è il vero motivo per cui avete giocato a Final Fantasy VII

Confessatelo, lui è il vero motivo per cui avete giocato a Final Fantasy VII

Ore dopo ore, dopo ore, dopo ore cominci a capire e ti affezioni a tutti quei personaggi secondari e alla filosofia stessa che c’è dietro il gioco. Non voglio tediarvi con tutti i risvolti della trama, il proggetto Jenova, i cloni e la malvagia Shinra, ma condivido con voi solo il dettaglio che Gaia, il pianeta dove si svolgono gli eventi, è vivo così come sono vive le creature che lo abitano! Molto affascinante l’animismo quando hai 15 anni. Questa religione/filosofia è professata nel gioco da un personaggio, Aerith Gainsborough, dolce e innocente ragazzina, ultima discendente di una nobile stirpe.

"Sono plausibile come santa votata al martirio?"

“Sono plausibile come santa votata al martirio?”

Telefonatissima la super cotta di Cloud per questa tenera fioraia, a cui, se devo essere sincera, preferivo di gran lunga quella spaccaculi di Tifa (di cui era “rivale” in amore)! Le solite menate dei giapponesi.

Ora lo so che sono dei sadici, dediti al sacrificio umano, ma all’epoca ero un’ingenua. Avevo appena cominciato a entrare nella storia, quando alla fine del primo CD:

Oh mio dio! Se io non adoravo particolarmente Aerith come personaggio e la sua morte così fucking epic mi ha shockato, ho immaginato che i suoi fan, dopo aver visto questa scena, si siamo come minimo lanciati giù dal balcone o in alternativa abbiano scartavetrato il proprio cuore su una graticola. Confesso che in tutti i Final Fantasy c’è almeno una morte drammatica (posso confermare fino al X), molte delle quali particolarmente cruente, ma niente può reggere il confronto con l’occhio vitreo di Aerith dopo essere stata trafitta da Sephiroth, re incontrastato degli ingressi plateali.

Gray Fox – Metal Gear Solid

Fino all’ultimo sono stata scettica su questa scelta. Se in questo post stessi parlando degli ideatori di morti fucking epic, non avrei dubbi a dirvi che Hideo Kojima ne è il genio indiscusso. Ce ne sarebbe una lista infinita solo nei suoi Metal Gear! Secondo me una sua reincarnazione era a bordo della Corazzata Yamato, altrimenti non si spiega questa maestria del sacrificio. In merito alla classifica, fino all’ultimo momento, la morte di Gray Fox se l’è giocata con quella di The Boss in Metal Gear Solid – Snake Eater: alla fine ha vinto la nostalgia del passato e voi vi beccate Fox, complice anche il fatto che era il mio personaggio preferito.

The Ultimate Ninja Cyborg

Affidatevi a lui se volete vedere un po’ di sangue

Uno spietato Cyber Ninjia dotato di un esoscheletro che ne potenzia le capacità fisiche. Un fine stratega che più volte aiuta Snake nella sua missione a Shadow Moses contro l’unità ribelle di FoxHound. Per quanto mi riguarda la spia perfetta. Mi ero così tanto affezionata a lui che più volte ho desiderato di rigiocare a Metal Gear rivivendo la storia dal suo punto di vista. Di recente hanno provato a fare una cosa del genere con quel Metal Gear Rising, ma paragonare quel frocetto quella checca isterica di Raiden a Gray Fox è come bestemmiare. In Guns of the Patriot ce l’hanno messa tutta a riabilitarlo, ma dal mio punto di vista rimane il peggiore personaggio che Kojima abbia mai ideato, probabilmente aveva le coliche quando lo ha definito, o forse voglio pensare che sia così.

"Sono io il nuovo Grey Fox!" - "No Ryden, tu sei solo una checca isterica"

“Sono io il nuovo Gray Fox!” – “No Raiden, tu sei solo una checca isterica”

La drammatica dipartita di Gray Fox arriva poco prima dello scontro finale contro il Metal Gear Rex ed è una delle più cruente che all’epoca avessi mai visto.

Mi rendo conto che il video è un po’ lunghetto ma la battaglia finale tra Solid Snake e suo fratello Liquid, intramezzata dalla incredibile morte di Fox, è una di quelle cose che rimarranno per sempre incise nel cuore dei videogiocatori degli anni ’90. Non vi nascondo che, guardando il filmato degli ultimi momenti dell’unico uomo con tante palle da essere riuscito ad ottenere il nome in codice FOX, mi incazzai a bestia a tal punto da essere gasatissima e pronta a trasformare quel sadico bastardo di Liquid in una polpetta. Una roba che al mio confronto Freezer gli aveva fatto il solletico a Goku.

John Marston – Red Dead Redeption

Se esiste un’azienda che ha il senso cinematografico del videogioco, quella è la RockStar Games. Da poco il nostro Chreddy ci ha raccontato gioie e dolori di GTA V, ma se avete letto la sua opinione su questo “presunto capolavoro”, sapete benissimo che RDD è esattamente il contrario. Questo “reale capolavoro” dell’intrattenimento videoludico racconta la storia di un fuorilegge redento, John Marston appunto. Nella migliore tradizione del Western a là Sam Peckinpah, Red Dead Redemption non parla di eroi senza macchia e senza paura, ma di umanissimi morti di fame che combattono strenuamente per guadagnarsi il loro posto nel mondo.

Avanti, levati dalle palle

Avanti, levati dalle palle

Non una storia dai risvolti sconcertati, nessuna scelta facile, John non parteggia per i messicani, ne’ per i federali, ne’ tanto meno per gli indiani, non esistono i buoni e i cattivi perché, anche quelli che possono sembrarti dalla parte del giusto, hanno sempre un tornaconto e viceversa. Sarebbe stato facile cadere nel luogo comune del pistolero solitario con il grilletto facile, incredibilmente taciturno, ma con la battuta sempre pronta, un Clint Eastwood dei videogame insomma, ma nulla è più lontano da questo John Marston.

Una passeggiatina con lui  me la farei volentieri

Non una persona propriamente felice direi..

Lui trascorrerebbe volentieri il resto della sua vita con la sua compagna, una ex prostituta, e il loro bambino in una fattoria dispersa nel bel mezzo del nulla targato USA, ma un ex bandito non può avere vita facile, e le forze dell’ordine sanno essere molto convincenti.
Nel gioco nessun personaggio è particolarmente bello e affascinante, nessun cattivo è incredibilmente carismatico, tutte le emozioni sono reali, per nulla drammatizzate o spettacolarizzate, come invece accade nel resto delle morti di questa top 5. In tutte tranne questa:

Sarà colpa dell’inesorabile consapevolezza che, per quante persone colpissi erano comunque in troppi, ma per tutto il bullet time ho continuato a ripetere ossessivamente “no, no, no, no, no“. Non esiste una sola componente di RDD, che sia il gameplay, la trama o i personaggi, che non regali un’emozione. E’ vero, tutto vira sempre verso un incredibile senso di tristezza e malinconia, ma oramai siamo così cinici e disillusi che nessuno ci crede più agli eroi. John Marston è molto più autentico e per questo la sua morte fa ancora più male.

Dom Santiago – Gears of War

Ecco, questo è quello che si dice un volo pindarico. Meno di due righe fa vi stavo parlando del realismo di Red Dead Redemption e ora vi cito uno dei più casinari, frenetici e assolutamente privi di caratterizzazione TPS (third person shooter) che esistano. Sarà proprio per questo che, durante lo svolgimento della “trama” (dai su, state al gioco e chiamiamola trama), io mi sono molto legata a Dominic Santiango, il classico aiutante del protagonista con una storia abbastanza travagliata che riesce con la sua calma a tirare fuori la Squadra Delta e il suo amico Marcus Phoenix dalle situazioni complicate.

Dom con tanto di tatuaggio dedicato alla defunta moglie, non è mica un cliché?

Dom con tanto di tatuaggio dedicato alla defunta moglie, non è mica un cliché?

Piccolo recup sulla trama: gli uomini, nel loro piano di colonizzazione dello spazio hanno invaso il pianeta Sera, fonte di un’inestinguibile riserva di energia, l’Imulsion. Mentre gli umani erano intenti a farsi la guerra tra di loro per il potere (e il carburante ovviamente), hanno scoperto, con sommo sgomento, che il pianeta era già precedentemente abitato. Per non smentire quanto successo tra gli americani e gli indiani, gli abitanti di Sera hanno dato il via a un piano di distruzione di massa degli aborigeni, disgustosi mostri insetti-formi alti due metri provenienti dal sottosuolo: le Locuste. Peccato che poi abbiano parzialmente distrutto anche il pianeta, senza risolvere niente, è ovvio.
Indovinate? Su Sera c’era un intero ecosistema faunistico! Madddaiiiii?!?!?

Tutte belle facce non c'è che dire..

Tutte belle facce non c’è che dire..

Di momenti suggestivi in Gears of War ce ne sono diversi ma non è un caso, secondo me, che gli unici due realmente drammatici sono entrambi legati a Dom. Il primo riguarda il ritrovamento di Maria, sua moglie, fatta prigioniera delle locuste e orribilmente torturata e mutilata per mesi. Dom la ritrova nel secondo capitolo della saga e nemmeno 5 secondi dopo essersi reso conto che oramai è in stato vegetativo le spara un colpo in testa.

Ecco cosa ti fanno 6 mesi in mano alle locuste

Ecco cosa ti fanno 6 mesi di locust-therapy

Il secondo è quello che ho inserito in questa classifica e riguarda la morte dello stesso Dom e avviene invece nel terzo capitolo. Non vi nascondo che, come per John Marston, qui la lacrimuccia è scesa, eccome se è scesa:

Dopo questa clip mi è quasi passata la voglia di giocare. Ora con chi è che avrei fatto la modalità co-op??? MALEDETTA EPIC! Per colpa tua non ascolterò più Mad World.
Con questa scena si chiude il cerchio aperto con lo splendido trailer del primo Gears of War.

E voi che ne pensate? Quali sono le morti videoludiche che più vi hanno emozionato?

 

 

Tutte le nostre classifiche:

Top And Flop

 

 

SisterDeath

Scritto da: SisterDeath

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