Oscar 2014

L’immagine simbolo di questa edizione… senza un vincitore

Come ogni anno la Notte degli Oscar è venuta ed è andata, lasciando dietro di se una scia di vincitori, vinti, polemiche e Leonardo Di Caprio in lacrime per l’ennesimo Oscar non vinto.

Io non ho visto tutti i film in lizza per la statuetta, ma Messer Satanasso sì, quindi gli ho chiesto se avesse avuto voglia di scrivere un post sui film in questione, visto che l’argomento interessava un po’ tutti… se non altro per avere idea di quali film recuperare prima e per quali si poteva aspettare.

Quello che segue sono le sue Pagelle sugli Oscar 2014.

In previsione del fatto che quest’anno, finalmente, avrebbero proiettato al cinema QUASI tutte le pellicole in nomination per il Miglior Film agli Oscar 2014 in un periodo anteriore alla notte della premiazione, mi sono fatto dare di volta il cervello e me li sono sparati tutti al cinema, man mano che uscivano sul grande schermo, in modo da avere un quadro completo della situazione e dunque poter sguinzagliare il mio spirito rompipalle critico, nonché sbraitare al mondo intero la mia indignazione per non aver pedissequamente seguito i miei gusti in sede di assegnazione dei premi.

Faccio sempre così, l’ho anche spiegato al Mister of Universe del Blog, che, quando voglio criticare qualcosa, mi ci documento fino alle orecchie, così che nessuno possa dirmi che parlo senza sapere (ma mi si può sempre dire, a ragion veduta tra l’altro, che straparlo pur sapendo).

Purtroppo mi è rimasto da fuori, tra i candidati, Her, o Lei che dir si voglia, perché deve ancora uscire, quindi, purtroppo, le mie considerazioni non potranno essere la Verità Assoluta e Indefettibile, come avevo preventivato.

È inutile che vi stia a descrivere i risultati della Notte degli Oscar. A meno che non abbiate vissuto gli ultimi tempi sott’acqua, in una grotta, a testa in giù nel fondale, con le orecchie tappate e gli occhi schermati, dovreste aver captato da qualche parte che La Grande Bellezza ha vinto il premio per il miglior film straniero e 12 Anni Schiavo quello come Miglior Film in assoluto.

Direi che basta e avanza sapere questo, il resto è mancia.

No, invece, avrei molta più voglia di sparare due giudizielli leggeri leggeri sui film in lizza, così, tanto per dare un senso alla mole di soldi spesi in biglietti nell’ultimo periodo.

Insomma, chi avrebbe vinto la statuetta se avessero fatto fare le cose (per bene…eh-ehm) a Messer Satanasso?

Nebraska

Nebraska 8,5

In genere detesto i film volutamente in bianco e nero, perché mi sembra un’inutile ruffianata. Questo invece non poteva che essere fatto così. Piccolo gioiellino che, se saprà passare il test della longevità, potrà anche diventare un capolavoro (anche se vorrei vederlo una seconda volta prima di sbilanciarmi). Però intanto c’è tutto, i buoni sentimenti si livellano con il cinismo acido della senilità e del gomito facile. Strizza l’occhio a Il Posto Delle Fragole, ma col retrogusto delle pannocchie lungo le highways americane. Il vecchio Woody Grant, interpretato da un  sensazionale, ci entra nel cuore già dalle prime scene, incasellato alla perfezione in una storia molto semplice, ma molto profonda. Battute misurate, precise, taglienti e mai banali, e soprattutto non cercate ad ogni costo.

Molto bravo anche , nome che forse a molti potrebbe non dire nulla.

E se vi dicessi Saul Goodman?

 Dallas Buyers Club

Dallas Buyers Club 8

Stai lì e t’aspetti scene strazianti su malati terminali in modo da vincere l’oscar a suon di lacrime. E invece no, finalmente si punta su altro. L’obiettivo è smuovere la rabbia più che la commozione e i temi trattati sono affilati come lame. Ne viene fuori un film nuovo, vero e rabbioso come gli occhi di Matthew McCougn McCaug… insomma del protagonista, che di colpo ha cambiato marcia ed è diventato un attore coi controrazzi. Non è il dimagrimento che stupisce, è la metamorfosi dei suoi occhi. Fateci caso perché ne vale la pena.

Fosse stato concentrato maggiormente sulla malattia e meno sulla questione politica delle cure e dei farmaci, si sarebbe portato a casa tante di quelle statuette che c’avrebbero messo dentro pure quella gigante, messa come scenografia del Dolby Theatre.

Il regista, invece, fortunatamente, ha scelto la coerenza e la ricercatezza, sacrificando una vittoria su un piatto d’argento e ha basato il proprio lavoro sull’interpretazione e sulle proprie idee e convinzioni.

E io applaudo per questo.

The Wolf Of Wall Street

The Wolf of Wall Street 7,5

Se si pensa che l’anno scorso ha vinto Argo (ve l’eravate dimenticato, eh?! Pensate che film memorabile), vedere un film del genere non vincere l’Oscar fa specie. Questo fa capire quanto sia stato alto il livello quest’anno. Gran bel lungometraggio: bello, divertente, recitato magistralmente, girato alla grande e montato ancora meglio. Però, vuoi l’anno con concorrenza agguerrita, vuoi che agli Oscar spesso premiano in modo discutibile, vuoi che se non ci metti una storia (vera) struggente, non becchi un premio, vuoi che, va detto, forse c’è una mezz’ora di troppo, ‘sto film è rimasto a bocca asciutta. Ma meritava di più.

Di Caprio - McConaughey

Martin, stacce.

Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto

Captain Phillips – Attacco In Mare Aperto 7

Poteva stare lì a giocarsela, davvero. Mi aspettavo un outsider e invece ha un’ottima struttura. Però il modo in cui è girato non mi esalta. Mi viene il mal di mare ancor prima di salpare, a causa di riprese che basculano, sfarfallano, rollano e ondeggiano. In più, per i miei gusti, si abusa della semisoggettiva. Però, a parte questo (che non è poco), è davvero un bel film e  resta una garanzia.

Menzione speciale per gli attori che interpretano i pirati: pur essendo interpreti poco conosciuti, risultano davvero credibili.

Gravity

Gravity  7-

Ecco un altro film che, se fosse uscito lo scorso anno, avrebbe vinto a mani basse. Visto in IMAX regala ansia e panico a profusione e, dal punto di vista emozionale, tiene sempre altissima la tensione. Ma allora perché l’ho relegato al quinto posto tra le mie preferenze dei candidati all’Oscar? Intanto perché quello che mi ha dato dal punto di vista emotivo, non me l’ha dato dal punto di vista razionale. La pellicola mi è sembrata intrattenimento puro, tanti effetti speciali, girato magnificamente, quello sì, ma ci fermiamo lì. Non ci sono spunti di riflessione. Teoricamente ci dovrebbe essere non so bene quale significato nascosto, ma in tutta onestà io non l’ho colto, né mi è sembrato fosse l’anima della vicenda. Viceversa, ci sono diversi espedienti di cui avrei fatto a meno. Ecco perché mi fermo a metà del guado, pur ribadendo che siamo di fronte ad una gran bella pellicola.

12 Anni Schiavo

12 Anni Schiavo 6,5

È il vincitore della statuetta per il Miglior Film. Ma, come si potrà intuire facilmente, io non sono affatto d’accordo. La prima ventina di minuti appare alquanto pasticciata, come se il regista non vedesse l’ora di arrivare al dunque e darci dentro con fruste e catene. Questo però impedisce di instaurare una certa empatia con il personaggio principale, oltre a creare una certa confusione iniziale. Poi diventa il solito polpettone sullo schiavismo americano, con dei cliché ben consolidati che non vengono traditi: schiavista buono, schiavista cattivo, l’idealista di turno, la schiava vessata e molestata dal padrone e l’immancabile scena della flagellazione al palo, semmai ce ne fosse bisogno. Ciò comunque non significa che il film sia brutto, in senso assoluto è anche godibile, e, cosa molto apprezzabile, ha una retorica abbastanza asciutta. Il protagonista non ha comportamenti eroici o eccessivamente coraggiosi, ma su questo punto, però, dobbiamo ringraziare il “vero” Solomon, alla cui vicenda il film è ispirato, che non si dipinge in modo aulico, ma evidentemente si limita ad una cronaca di quanto accaduto. In definitiva, un buon film, ma sicuramente non il migliore dei candidati.

Philomena

Philomena 6

Meriterebbe di più, ma i giudizi di valore sono anche inquadrati in una sorta di graduatoria tra le opere in nomination. La storia è bella, le interpretazioni anche. È un film romantico che non risparmia qualche cazzotto allo stomaco e qualche (neanche tanto) piccola critica sociale. Ottimo da vedere romanticamente col partner o con il/la ragazza/o con  cui volete far colpo. Ma di veramente nuovo c’è pochino.

American Hustle

American Hustle 6-

Una conturbante , una svampita , un irriconoscibile Christian Bale. Siamo lontani dall’eccellenza, però. Mi è scivolato via piacevolmente e poi l’ho dimenticato. Magari lo rivedrei, ma non subito, con calma.

La Grande Bellezza

In calce, proprio due paroline sul miglior film straniero. Dei film in gara per quella categoria ho visto La Grande Bellezza di Sorrentino e Il Sospetto di Vinterberg: davvero due gran bei film, pieni zeppi di riflessioni e chiavi di lettura, ma senza entrare troppo nel cervellotico.

Il Sospetto

Credo che si equivalgano, ha vinto il lungometraggio italiano, ma se avesse vinto quello di Vinterberg non sarebbe stato uno scandalo. Però la scelta del vincitore ritengo sia azzeccata: La Grande Bellezza osa di più, con un film dai contenuti totalmente nuovi (non ci si lasci ingannare dagli omaggi felliniani).

Sorrentino si è preso dei rischi ed è stato ripagato.
Queste sono le impressioni su tutti i film candidati, aspettando che esca Her e mi sconvolga totalmente la classifica, vanificando tutto il mio lavoro.

Probabilmente non sarete d’accordo, buon segno, sarò lieto di prendermi i vostri improperi… magari vi do ragione e mi criticherò da solo, hai visto mai.

Ora vi lascio, devo andare OT nel mio stesso post.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"