Cartoni anni '80

Si dice sempre che una volta le cose erano migliori.

Nel campo dei cartoni animati credo proprio sia vero.
Ovviamente ci sarà una schiera di gente pronta a dirmi che non è vero, che ci sono serie bellissime, che mi devo vedere Death Note o qualche altra cosa.

Sì, vero, dovrei vederli, ma sono cresciuto con altra roba e l’affetto per quei cartoni è inattaccabile. Anche se sono disegnati e animati peggio.

Una cosa però inconfutabile è che le sigle di una volta, prima che arrivasse Cristina D’Avena a rovinare tutto, erano bellissime, sia musicalmente che come testi.

Durante il viaggio a Lucca di settimana scorsa, con la Paciu ci siamo sparati 3 ore di vecchie sigle cantate a squarciagola e intervallate dai nostri soliti discorsi sui massimi sistemi, tipo se erano meglio I Cavalieri del Re o gli Oliver Onions.

Quindi eccovi le 10 sigle dei cartoni anni ’80 che preferisco.

10 – Bia, La Sfida Della Magia

Bia, La Sfida Della Magia

Chi non conosce Bia, La Sfida Della Magia?
Immagino tutti.
Ma per quei due o tre che se la fossero persa, parla di Bia (Meg in originale) e Noa (Non in originale) che si contendono lo scettro di Regina delle Streghe.
Ma il vero successo di Bia era dovuto al fatto che ogni scusa era buona per farla apparire mezza svestita nella serie. I giapponesi sono sempre stati troppo avanti rispetto a noi.
Ma Bia non rientra in classifica perché era sempre biotta, visto che quando la vedevo gli ormoni manco sapevo cosa fossero, ma perché la sigla era la più cantata a scuola e non c’era praticamente nessuno che non la conoscesse.
Addirittura, nell’intervallo, c’era la gara a chi riusciva a cantare tutto l’alfabeto come nel famosissimo ritornello: Bi e A, Bi e E BaBe, Bi e I BaBeBì, Bi e O BaBeBiBò, Bi e U Bu, BaBeBìBoBu… e così con tutte le consonanti.
Ovviamente era difficilissimo, ma non quanto scriverlo a memoria come ho appena fatto, perché mentre si cantava una consonante, bisognava pensare a quella successiva e a 6, 7 anni è difficile già concentrarsi su una cosa sola. Se non ricordo male nessuno ce l’ha mai fatta, anche se tutti asserivano che da soli a casa, senza testimoni, ce l’avevano fatta.
La sigla, dalle vaghe sonorità zingare, era scritta da Andrea Lo Vecchio e cantata da I Piccoli Stegoni.
Ora scommetto che ci proverete anche voi a cantare tutto l’alfabeto così.

9 – La Famiglia Mezil

La Famiglia Mezil

Prima dei Simpson e dei Griffin la famiglia disfunzionale l’avevano inventata gli ungheresi nel ’68 con La Famiglia Mezil.
Il padre Sandor, la madre Paula, la figlia Cristina, il figlio Aladar, cane e gatto uno più fuori di testa dell’altro.
In tutto sono 3 stagioni di 13 episodi l’una e sono a sfondo fantascientifico/comico.
Nella prima stagione un loro discendente del futuro manda indietro dei marchingegni che dovrebbero aiutarli nella vita quotidiana, ma finiscono per complicare le cose alla famiglia.
Nella seconda, la mia preferita in assoluto, Aladar costruisce un’astronave gonfiabile e comincia a viaggiare nello spazio, con il suo cane, arrivando in folli e astrusi mondi.
Nella terza, che mi ricordo poco, i Mezil partono per una vacanza e, ovviamente, va tutto a banane e finiscono per girare il mondo vivendo 13 mille avventure.
La sigla era un funky strepitoso e trascinante con un testo davvero divertente… quasi più del cartone. Guarda Guarda Che Famiglia è cantata dalla Fantomatic Band e ancora oggi mi mette il sorriso sulla faccia, anche quando sono giù.

8 – Dottor Slump e Arale

Dr. Slump e Arale

Akira Toriyama prima di impantanarsi con gli insopportabili e infiniti combattimenti di Goku e Co. ha scritto e disegnato Dottor Slump e Arale.
Ora molti saranno indignati per quello che ho detto di Dragonball, ma a parte la prima serie, quella più comica e divertente, il resto sono solo martellate sulle balle e pipponi mentali infiniti. Oh, Dragonball non mi piace, che volete?
Invece Dottor Slump e Arale era bellissimo, fresco, originale, divertente, onesto e assolutamente fuori di testa.
Adoravo tutto del cartone, dalle cacche rosa, a Suppaman, la parodia di Superman, alla follia di Arale.
Una serie da riscoprire assolutamente.
La sigla è un pop/rock cantato dai Rocking Horse con un finto accento americano… almeno credo che fosse finto.
Comunque adoro il riff di chitarra iniziale e la melodia della canzone, soprattutto il ritornello. È una canzone completa, con tanto di bridge da concerto live.
Dirò una bestemmia, ma mi ricorda un po’ i Bee Gees.

7 – Calendar Men

Calendar Men

Calendar Men era una delle serie Time Bokan di cui facevano parte altri cartoni come Yattaman e I Predatori Del Tempo.
Si riconoscono perché avevano tutte uno stile grafico molto simile, soprattutto i nemici, ed erano tutte caratterizzate da una comicità maliziosa e disarmante.
Se vi interessa un giorno o l’altro farò un post sulle Time Bokan.
La sigla mi piace un casino, così come mi piacevano le Time Bokan, perché ha dei bei giri di parole al suo interno, nonché, per far stare le parole in metrica, un uso degli accenti talmente astruso da rendere Max Pezzali un professore di dizione onorario all’Accademia della Crusca.
La sigla era cantata dai mitici I Cavalieri del Re e si riconosce per le polifonie, gli effetti sulla voce maschile e i controcanti a varie tonalità in tutto il pezzo.

6 – Galaxy Express 999

Galaxy Express 999

Galaxy Express 999 è un anime di Leiji Matsumoto, lo stesso autore di Capitan Harlock e Star Blazers.
Glaxy Express 999 è forse uno dei cartoni più cupi e pessimistici che abbia mai visto. Non lo amavo per niente, mi metteva un’angoscia insopportabile, nonostante parlasse di androidi, treni intergalattici e fossi affascinato dall’algida ed eterea Maisha.
Però la sigla era formidabile e in completo contrasto con la pesantezza delle atmosfere del cartone. Comincia con un incalzante giro di basso e poi è tutto un canto e controcanto delle belle voci degli Oliver Onions. Esatto, quelli che cantavano le canzoni dei film con Bud Spencer e Trence Hill.
Ma descrivervela non serve, meglio sentirla.

5 – Rocky Joe

Rocky Joe

Nell’epoca di Rocky Balboa c’era anche per noi ragazzini un pugile fortissimo che aveva dedicato la sua vita alla boxe: Rocky Joe.
Un altro cartone tristissimo e tragico, che insegnava a non mollare mai e che dalla merda si poteva uscire se ci si credeva davvero. Peccato che alla fine Rocky Joe muoia sul ring.
Anche questa sigla è in antitesi con le atmosfere del cartone ed è cantata e suonata dagli Oliver Onions. La cosa che mi è sempre piaciuta di questa sigla erano le parti di chitarra.

4 – Daitarn III

Daitarn III

Credo che Daitarn III non abbia proprio bisogno di presentazioni.
Haran Banjo era il prototipo del miliardario figo che poi i ggiovani d’oggi ammirano in Tony Stark al cinema.
Era accompagnato da un maggiordomo un po’ cagacazzo e, soprattutto, aveva accanto Reiko e Beauty, due gnocche da paura. Io personalmente ero innamorato di Reiko, quella castana, ma solo perché era più intelligente. Non mi sono mai piaciute le bionde, nemmeno da piccolo.
Poi c’erano la Mach Patrol, la macchina più figa in assoluto, persino più di KITT, e soprattutto aveva dei cattivi di prim’ordine: l’inquietante Don Zauker, il cattivo con il cervello in una boccia dei pesci che aveva bisogno di un’interprete quando parlava, e i Meganoidi, soldati che subivano una dolorosa trasformazione diventando giganteschi.
Una cosa che non ho mai capito era: perché Daitarn III non sparava l’Attacco Solare subito a inizio combattimento, ma aspettava sempre l’ultimo momento?
La sigla era cantata da I Micronauti e c’erano alcuni passaggi che da piccolo non capivo male, tipo: “Noi siamo un trio all’erta e ai piedi di Brio“, ma chi cazzo era Brio?
Solo da grande ho capito che diceva: “Noi siamo un trio allegri e pieni di brio“… ora Brio aveva molto più senso.

3 – Daltanious

Daltanious

Daltanious era il mio robottone preferito. Lo adoravo, era bellissimo, dopo la trasformazione con il leone sul petto.
Poi era un cartone solare, con una forte carica ironica e una voglia di parodia di tutti gli altri robot dell’epoca.
I miei favori per Daltanious erano dovuti anche alla fantastica sigla in linea con lo stile del cartone, divertentissima e dissacrante: “Tutto disintegra quando gli girano… le lame boomerang“.
Quando la sento mi esalto ancora. Poi è perfetta da cantare con gli amici in osteria, quando sei bello ciucco: “E Daltanious che compare giù BOOM BOM…
La sigla è scritta da Franco Migliacci, musica di Massimo Cantini, con arrangiamento di Alessandro Centofanti ed è cantata dai Superobots.

2 – Lupin III

Lupin III

Altro cartone e personaggio che non ha bisogno di presentazioni, tutti conoscono e adorano Lupin III, ma solo noi degli anni ’80 abbiamo potuto apprezzare la serie migliore, quella con la giacca verde, senza censure e la sigla più bella di tutti i tempi: quella con la fisarmonica cantata da Irene Vioni ed eseguita dall’Orchestra Castellina-Pasi.
Romantica, commovente e dal sapore francese, io da piccolo ero convinto che la cantasse Fujico.
Tutt’oggi ho ancora i brividi a risentirla.

1 – Lamù

Lamù

Il mio cartone preferito di sempre: Lamù.
Lo adoravo, Ataru Moroboshi è tipo il mio eroe preferito, nonostante lo invidiassi come una bestia.
Probabilmente se fossi stato al suo posto, il cartone sarebbe durato 3 puntate: le prime due per catturare Lamù, nella terza acconsentivo a sposarla e vivere per sempre felice con lei… scossa o non scossa.
La sigla è avvolta da un mistero perché non si sa chi l’ha scritta e chi la canta, purtroppo.

Queste sono le mie 10 sigle preferite estrapolate da almeno una cinquantina di canzoni.
Se vi piace il post magari ne faccio un seguito, che una scusa la si trova.

Le vostre sigle preferite dei cartoni quali sono invece?

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"