Sarà la nuova, ennesima primavera che arriva, nonostante i diluvi autunnali che flagellano la mia odiata padania, però in questo periodo mi sento un po’ nostalgico. E allora voglio dedicare un post alle avventure grafiche dei meravigliosi anni ’80 e ’90 che avevano letteralmente rapito noi nerd della prima ora.

Per contestualizzare, si parla del periodo in cui George Lucas non si era ancora rincoglionito, in cui per apprezzare un gioco dovevi avere anche tanta fantasia, in cui la tecnologia informatica era ancora abbastanza agli albori, quindi era più “semplice” innovare e inventare e, a causa della limitatezza di grafica e sonoro, si puntava molto anche sulla trama e il gameplay.

In questo scenario irripetibile sono nati alcuni dei videogiochi più belli di sempre, che rimarranno sicuramente tali, vincendo la sfida contro il tempo e contro i Petabyte di memoria ram, le GPU da miliardi di ZettaFLOPS e i videoconfronti all’ultimo pixel Icsbocs Vs Pleistesciòn..

L’espressione “avventura grafica” fa per forza di cose rima con “Lucasfilm”. Questa ex-gloriosa casa di software (diventata oggi Lucasarts e, come tutto quello che riguarda Lucas, attualmente produttrice di sinfonie di note marroni…) ha pubblicato una serie innumerevole di classici basati sul cosidetto sistema SCUMM, vale a dire un’applicazione di supporto alla creazione di questo genere di videogiochi e relativi script.

In due parole, per i pochi che non conoscessero i giochi basati su questo sistema (non meritate di vivere, sappiatelo) si può riassumere tutto dicendo che nella parte alta dello schermo era rappresentato il nostro personaggio e l’ambiente di gioco, nella parte bassa un insieme di verbi e l’inventario, utili per interagire con l’ambiente di gioco e risolvere i vari enigmi.
Oggi sembrerà una cosa banale, ma per l’epoca, un’epoca in cui le avventure erano testuali (magari ne parleremo in un altro post) è stata una rivoluzione vera e propria. Il fatto poi di utilizzare sfondi statici disegnati, in cui far muovere il nostro personaggio, permetteva di creare ambientazioni molto belle graficamente anche su hardware non proprio performanti. E se alla “bella grafica” ci aggiungiamo anche la genialità e l’umorismo di alcuni autori quali Ron Gilber, Tim Schafer e Dave Grossman si capisce come mai ancora oggi ci sono molti fan di questi giochi. E anche come mai la tastiera del mio Amiga fosse soggetta a inondazioni di bava ogni volta che si caricava uno scenario di Monkey Island.
Proviamo a vedere se tra 20-25 anni ci saranno ancora fan di Far Cry 2 che ci giocano sugli emulatori…ma sto divagando..

A parte gli insulti, se davvero non conoscete le avventure grafiche di quel periodo, magari anche per motivi anagrafici, vi consigliamo di recuperare un buon emulatore (SCUMMVM) e di cercare almeno i seguenti titoli:

  • Maniac Mansion
  • Zack McKracken and the Alien Mindbenders
  • Indiana Jones and the Last Crusade
  • Loom (vabè questo è stato abbastanza atipico, ma geniale comunque e imperdibile per chi ama la musica)
  • The Secret of Monkey Island
  • The Secret of Monkey Island II
  • Indiana Jones and the Fate of Atlantis

Ognuno di questi titoli meriterebbe un post a parte, ma non voglio uccidervi di noia proprio oggi.

Comunque perchè vi consiglio un emulatore? Molti di voi sapranno infatti che le migliori e più famose di queste avventure, ovvero la bilogia originale di Monkey Island (non quegli orrendi sequel recenti, tipo Curse of Monkey Island e via dicendo) sono state fatte uscire su innumerevoli piattaforme, praticamente tutte e sono arrivate le “Edizioni Speciali” anche per i vari store delle nostre console attuali (sia Sony che Microsoft).
Il problema di queste riedizioni però sta nel brutto vizio che deve aver contagiato tutto ciò che ha a che fare con Lucas, ancora una volta. Ovvero di prendere capolavori del passato e… sputtanarli. Così, senza motivo, o forse solo per il gusto di far incazzare peggio di Hulk i fan e gli appassionati.
Io non so se i dipendenti li sceglie coglioni strani come lui, magari fa i colloqui personalmente, però devo dire che le edizioni speciali dei due Monkey originali sono proprio degne del caro George.

I due giochi in questione erano già carichi di ironia, facevano ridere, erano perfetti. Non c’era nessun motivo e anche nessun modo di renderli più simpatici. Eppure mi immagino il lampo di genio di qualche dipendente Lucasarts durante una riunione, magari presieduta anche dallo stesso George :

Dipendente: “Perchè non svecchiamo la grafica cambiando e stravolgendo il meraviglioso stile originale?

George: “Siiiii! Ottima idea! Mi piacerebbe che tutti i personaggi avessero una bella faccia da pirla come la mia! Farebbe ancora più ridere!

Non so se sia andata davvero così, ma questo è il risultato:

Mio Dio, cosa hanno fatto???

Allora, chi ha giocato alle edizioni originali sa benissimo che Guybrush era sì un imbranato, ma comunque un imbranato non buffo. Questo fa una grossa differenza perchè era un personaggio in cui ci si poteva riconoscere. NON era un idiota totale, anche nell’aspetto, con lo sguardo del bovino in fila al macello.
QUESTO è Guybrush Threepwood:

Il solo e unico Guybrush in dolce compagnia di Elaine Marley!

Altra cosa fastidiosa, quanto uno scorpione nelle mutande, è stato il tentativo, all’apparenza apprezzabile, di inserire anche la versione originale nell’edizione speciale. Durante il gioco è possibile passare in tempo reale dallo schifo ridisegnato all’originale pixelloso che tanto amiamo.
Il problema però è che l’hanno lasciato in 4:3, con le bande laterali. Insomma una buona idea realizzata col culo male, probabilmente da qualche programmatore sottopagato e scazzatissimo. Che senso ha giocarci sui televisori di oggi da 40 e passa pollici in 16:9? Tanto valeva tirar fuori l’amiga dalla cantina e giocarci sul Mivar di mia nonna, proprio come nel 1990.

Tra l’altro, non si capisce il perchè, la versione classica ha il testo in inglese, la riedizione il testo in italiano, ma il parlato in inglese. Confuso vero? Io avevo voglia di mangiarmi il pad della PS3 dopo due minuti di gioco…

Comunque a parte le solite incoolate prese in giro, niente riuscirà a rovinare il ricordo dei classici SCUMM.
Ne avrebbero da imparare i programmatori di oggi da Gilbert e soci…

 

 

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Scritto da: Capitan Catarro

"Mi stai facendo piangere e ti assicuro che non ti piacerà vedermi piangere!"