Brick Mansions, benvenuti a Tamarrolandia

Brick Mansions

Sabato sera.

Milano è squassata da grandine e acqua, come se il cielo volesse affogarci tutti quanti.

Il Maledetto, sua moglie ed io, incuranti del maltempo, andiamo al cinema ad Assago, periferia milanese contigua a Rozzangeles.

Il tempo impietoso, come non è riuscito a fermare noi, non è riuscito nemmeno a fermare tutti i tamarri del circondario e il cinema è pieno di Figli Speciali di Gesù, con i cappellini storti, i pantaloni allacciati sulle cosce, per lasciare in bella vista le mutande tarocche di Calvin Klein, e le scarpe da tennis di 5 misure più grandi, rigorosamente slacciate e tenute su con i calzini di velcro.

Purtroppo al cinema danno Brick Mansions, il penultimo film a cui ha partecipato Paul Walker. Un film d’azione con il protagonista dei Fast And Furious, recentemente scomparso ironicamente in un incidente in Porche, attira tamarri e Figli Speciali di Gesù come il miele attira le api.

Fuori dal cinema è un incubo di “Minkia Zzio…“, “Orko dighel…” e “Minkia, figa, oh!

Dentro la sala i discorsi non cambiano, ma sono fomentati dalle scene d’azione.

Benvenuti a Tamarrolandia.

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The Amazing Spider-Man 2: Il Potere Di Electro e le paturnie amorose

The Amazing Spider-Man 2

Quando si tratta di Spider-Man mi rendo conto che non sono obiettivo, è il mio personaggio dei fumetti preferito in assoluto.

È stato il primo che ho conosciuto leggendo i fumetti Corno di mio cugino e me ne sono innamorato, tanto che da piccolo andavo in giro pensando di sparare ragnatele e svolazzare per la città.
Crescendo mi sono reso conto di qunto fosse stupida questa fantasia: Milano ha palazzi troppo bassi per fare una roba del genere, sarei finito a svolazzare raso terra.

Quindi capite bene che quando al cinema esce un film sull’Uomo Ragno faccio fatica a non guardarlo con gli occhi dell’ammore. La prova è il fatto che riesco a giustificare in modo eccellente Spider-Man 3 di Sam Raimi e che il primo The Amazing Spider-Man, appena tornato a casa, non mi era dispiaciuto e sono riuscito a inquadrarlo per come effettivamente è solo dopo parecchi mesi.

Ne consegue che su The Amazing Spider-Man 2 non ci speravo, l’ho detto mille e mille volte. Stavolta sono andato al cinema con lo stesso spirito del fidanzato cornificato che incontra la sua ex, eppure…

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Divergent e la morale intelligent

Divergent

Non fare puzzette, mi raccomando!

Completamente fuori target, sprezzante del pericolo intrinseco di infilarsi in una sala di ragazzine, sono andato a vedere Divergent il primo film tratto dall’ennesima serie di libri young adult , tipo Hunger Games, Ender’s GameTwilight o Shadowhunters – Città Di Ossa, per intenderci. Se quest’ultimo non l’avete mai sentito, non preoccupatevi, siete normali, perché non se l’è cagato nessuno.

Inutile dire che ero pronto al peggio, nonostante sulla pagina di Facebook mi dicevano che era bellissimo. Invece mi son stupito un sacco. Primo perché la sala era quasi vuota. Secondo perché i pochi occupanti erano tutto fuorché ragazzine urlanti, anzi, erano piuttosto anziani e piuttosto fastidiosi. Terzo perché il film è interessante e, finalmente, dice una cosa sensata di questi tempi, molto più sensata di quello che si pensi.

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47 Ronin in fila per 6 col resto di 5

47 Ronin

Con tutti i film, i cartoni, i manga e il resto delle robe giapponesi sui Samurai, ormai anche i sassi sanno cos’è un Ronin, ossia un Samurai che, per un motivo o per un altro, non ha più il suo padrone.

Il Ronin quindi, nella cultura giapponese, è un emarginato senza speranza di redenzione e, cosa peggiore, senza onore.

Per noi occidentali la figura del Ronin è molto figa e romantica: un Samurai che può fare quello che vuole e, su questo presupposto, ce la suoniamo e ce la cantiamo come ci pare inventandoci le storie ad uso e consumo nostro, ma che poco c’entrano con la vera cultura giapponese da cui i Ronin vengono.

La vera storia dei 47 Ronin è diventata, in Giappone, una vera e propria leggenda, tanto che ogni 14 dicembre la festeggiano.
Ovviamente per portarla al cinema gli americani hanno dovuto occidentalizzarla il più possibile, trasfigurandola in altro.

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RoboCop, quello nuovo, speravo peggio

RoboCop 2014

Venerdì sono andato con Ultimate Jar Jar Binks e la Paciu a vedere il remake di RoboCop.

Una volta visto il film mi sono messo a leggere le varie recensioni sparpagliate per la rete, tra famosi blogger che non ci capiscono una mazza, né di questo né di quello originale, e siti “seri” che vanno a cavillare con termini pomposi e forbiti.
Tutte lo distruggono, ma per i motivi sbagliati, sembra che le recensioni siano state scritte dopo aver visto i trailer, perché il nuovo RoboCop non è brutto come si potrebbe pensare.

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American Hustle, le grandi truffe all’americana

American Hustle

Buona Befana a tutti e… a tutte.

Dai, vi risparmio le battute sulla Befana e tutto il resto, anche se io non ho ricevuto niente e quindi sono molto triste.

Visto che venerdì non ho pubblicato, recupero oggi anche se è festivo.
Ieri sono andato al cinema a vedere American Hustle, quindi mi pare buona creanza parlarvene, ovviamente senza spoiler come al solito.

Mentre non dirò niente della tipa seduta accanto a me che si è brutalmente abbioccata ai titoli di testa ed è andata avanti a dormire a bocca spalancata per mezzo film.
Peccato che non avevo i pop corn, sennò avrei giocato a fare canestro.

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Hunger Games: La Ragazza Di Fuoco, non le avrei dato due centesimi

Hunger Games - La Ragazza Di Fuoco

Quando, settimana scorsa, Ultimate Jar Jar Binks ed io siamo entrati in sala per vedere Hunger Games: La Ragazza Di Fuoco, ci siamo trovati davanti uno spettacolo che avrebbe fatto tremare i polsi persino a Vin Diesel: ragazzine!
Ragazzine ovunque, di ogni forma, colore, dimensione e sesso. Sì, c’erano pure ragazzine maschi.
Venivano fuori dalle fottute pareti!

Jar Jar ed io ci siamo guardati e, come due vecchi eroi riluttanti di fronte ad una missione mortale, siamo scesi al rallentatore fino alla quarta fila. I posti liberi erano quelli, o lo vedevamo da lì, oppure dal corridoio fuori dalla sala.

Eppure, in questo contesto pieno di ragazzine, Jar Jar si è trovato seduto accanto ad una coppia che si è scofanata il loro peso in Fonzies con i loro pacchetti di plastichina scrocchiarella.
Ero convinto che i Fonzies oltre una certa quantità fossero velenosi, invece sono sopravvissuti entrambi.

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Caro John Lasseter, ho visto Planes

Planes

Faccio outing e vi dico che domenica mattina ho visto Planes. Tanto sono già stato cazziato da BruceIommi per aver preferito Prisoners a Machete Kills, quindi non ho niente da perdere.

Non è che ci tenessi particolarmente a vederlo, ho solo accompagnato il mio nipotino, che ogni scusa per vederlo è buona, ma d’altronde quando dice: “Gli aerii sono i miei freferiti” come si fa a dirgli di no?

Non che mi aspettassi molto, ma nemmeno il nulla assoluto. Appena uscito dal cinema, mi è venuta una voglia matta di scrivere una lettera a John Lasseter, che ha scritto il film.

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You’re Next, yes, proprio you, uomo underground!

You're Next

Ci risiamo, il buon BruceIommi mi ha chiesto di vedere un film per parlarne e io, da bravo bambino quale sono, l’ho fatto.

Il film è You’re Next, un horror di cui in giro si parla molto bene, ha fatto sfaceli ai festival underground che contano e di cui ho visto pure titoloni tipo: “Il miglior horror dell’anno!“, il che significa tutto e niente perché, a fronte di horror veramente mediocri, essere il migliore non significa per forza essere un bel film.

Però la curiosità c’era per un po’ di retroscena che vi dirò, quindi ho accolto la richiesta e sono andato al cinema.

Ora ci manca solo che mi chiediate di provare dei farmaci prima di voi, poi siamo a posto…

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